Tributo a Oscar Wilde

 

COMMEMORAZIONE DELLA SUA MORTE, AVVENUTA IL 30 NOVEMBRE 1900 ALLE 14:00

Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde, noto come Oscar Wilde, è stato uno dei più grandi scrittori mai esistiti. Inoltre ad essere aforista, poeta, drammaturgo, giornalista e saggista.

Oscar era figlio di due personaggi notevoli: il padre, Sir William, era un celebre oftalmologo irlandese, fondatore di un ospedale a Dublino e autore di diversi trattati medici ritenuti validi per molto tempo. La madre, Jane Francesca Elgee era una poetessa irlandese di remote origini inglesi. Era un’abile conversatrice e i suoi ricevimenti erano avvenimenti importanti per la società di Dublino.

Oscar Wilde aveva poco in comune col padre, molto invece con la madre, cui somigliava nell’aspetto, nella voce, nelle eccentricità e nella passione per la letteratura.

Un esempio del carattere di Wilde bambino si trova nel seguente aneddoto: insieme al fratello era stato affidato ad una bambinaia. Durante la momentanea assenza di quest’ultima, i vestiti dei bambini, che erano davanti al camino per asciugarsi, presero fuoco. Di fronte a tale episodio applaudì divertito, mentre il fratello gridava spaventato. Dopo che la donna ebbe spento le fiamme, Oscar pianse perché l’interessante spettacolo era finito.

Gli anni trascorsi all’università di Oxford dove studiò con passione i classici greci vennero in seguito paragonati da Wilde ad un fiore rispetto al resto della sua vita. Durante i suoi studi a Oxford fu iniziato in Massoneria nella Apollo University Lodge, nella quale divenne Maestro massone e dalla quale fu in seguito escluso per mancato pagamento delle quote annuali di appartenenza.

Dopo aver passato un po’ di tempo con la madre, Wilde trovò una nuova residenza al terzo piano di Charles Street, che si trovava vicino a Grosvenor Square. Dalla metà degli anni ottanta, divenne collaboratore fisso per il Pall Mall Gazette gestendo come autore anonimo una rubrica dal titolo The Poet’s Corner, per le recensioni di nuovi libri di poesie appena pubblicati.

Nel 1881, in occasione della pubblicazione del volume intitolato Poems (Poesie), Wilde, che ne aveva inviata una copia alla biblioteca dell’Oxford Union, fu amareggiato dalla recensione di Oliver Elton e Henry Newbolt che lo accusavano di immoralità, inconsistenza e plagio tanto che il suo libro fu respinto dalla biblioteca.

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La fama di Oscar arrivò negli USA dove un impresario teatrale, Richard D’Oyly Carte, propose a Wilde un giro di conferenze negli USA, con l’intenzione di mostrare da vicino al pubblico quegli esteti che furoreggiavano in Europa. Il soggiorno fu segnato da inimicizie e inconvenienti sino al punto che Oscar rischiò di finire in prigione, così che quando decise di tornare in Europa i giornali definirono la sua avventura statunitense un fallimento.

Tornato a Londra Wilde cominciò a progettare di sposarsi sia per sfuggire ai moralisti, sia per salvarsi dagli usurai. Nel maggio del 1881 accompagnò sua madre a casa di loro amici e qui conobbe Constance Lloyd, una ragazza di tre anni più giovane di lui, che sapeva leggere Dante in italiano.

La ragazza impressionò talmente tanto Oscar che appena usciti di casa lui disse a sua madre che pensava di sposarla. Del loro primo incontro avvenuto il 6 giugno 1881, ne parlò sia con il nonno che con il fratello, affermando che gli erano piaciuti la sua naturalezza e il fatto che, dialogandoci, dava l’impressione di essere di un livello culturale superiore alla media. Durante due incontri che tenne a Dublino incontrò nuovamente Constance, con la quale si fidanzò il 25 Novembre.

Il matrimonio previsto per Aprile, fu poi spostato al 29 Maggio 1884 e celebrato nella chiesa di Saint James Paddington. Dopo la luna di miele sembrava già pentito di essersi sposato. In quel periodo sperperava i suoi risparmi in modo scriteriato.

Per quanto riguarda l’affinità di coppia, l’inizio fu promettente: Oscar si lamentava scherzosamente che anche se la moglie era così bella non poteva esserne geloso. Dopo la nascita dei figli, Constance e Oscar iniziarono a non essere più una coppia felice. Lei lo riprendeva per ogni errore e smascherava le sue bugie, Wilde dal canto suo mostrava amore paterno per i figli, ma non cessava di frequentare uomini.

Nel 1888 Wilde pubblicò Il principe felice e altri racconti, una raccolta di fiabe scritte per i suoi due figli Cyril e Vyvyan.

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Nel 1890 venne pubblicato Il ritratto di Dorian Gray.

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Nel 1894 Wilde si recò in visita a sua madre, ormai anziana, che avrebbe voluto che Oscar si riappacificasse con il fratello. In questo periodo Wilde riuscì a finire Un marito ideale.

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Un’altra importante opera creata in quel periodo è The Canterville Ghost (Il fantasma di Canterville), pubblicato nel febbraio 1887, che ha per protagonista una famiglia americana trasferitasi in Inghilterra, dove fa i conti con lo spirito di un uomo malvagio che si aggira per la loro nuova casa; il fantasma vorrebbe a tutti i costi spaventarli, ma non ci riesce.

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Gli eclatanti avvenimenti che segnarono la sua vita e che lo videro come scandaloso protagonista, per l’opinione pubblica dei benpensanti connazionali, riguardarono i processi che Wilde dovette subire, a causa della sua omosessualità. Egli venne processato e condannato a due anni di carcere e lavori forzati.

Lavorava 6 ore al giorno ad un mulino a ruota. Dormiva senza materasso, conobbe fame, insonnia e malattia (diarrea). Gli stessi secondini, pur sostenendo che il prigioniero fosse in perfetta salute, provavano pena nel vedere le condizioni del detenuto che era dimagrito di 10 chili.

È rimasta famosa nella letteratura inglese De Profundis, una lunga lettera che Oscar Wilde scrisse in carcere nel 1897 pubblicata nel 1905, dopo essere stato processato, al suo amante Alfred Douglas. 

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Uscì di prigione il 19 Maggio 1897. Wilde, pur in contatto epistolare con Douglas, scrisse alla moglie, ancora legalmente sposata con lui, per riconciliarsi, ma Costance non cedette. Constance venne a sapere del rinnovato rapporto di Wilde con Douglas e gli scrisse per convincerlo a lasciare definitivamente il suo amante, ma Oscar le rispose che era a causa sua se aveva ripreso il passato tenore di vita. Constance e Lady Douglas allora usarono il ricatto del denaro poiché sia Douglas che Wilde non avevano alcun reddito se non quello che ricevevano dalle due donne. I due furono così costretti prima a vivere in due case separate, poi a lasciarsi definitivamente. Oscar così poté ricevere 200 sterline dalla moglie che, nonostante tutto, continuava a volergli bene.

Incapace di continuare a scrivere e sempre a corto di denaro, Wilde cadde in una profonda povertà e disperazione.

Ma trasferitosi a Parigi, completò The Ballad of Reading Gaol. L’opera appena pubblicata si rivelò un successo, Wilde inviò numerose copie con dediche ai suoi conoscenti: ne ricevette una anche la moglie; la donna trovò lo scritto meraviglioso.

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Purtroppo Constance morì. All’età di 40 anni, il 7 Aprile del 1898, dopo una doppia operazione chirurgica. Secondo studi recenti, condotti anche dal pronipote di Wilde e Constance, Merlin Holland, la donna soffriva di sclerosi multipla, vera causa della complicanza che la portò alla morte prematura. Si narra che Wilde l’avesse sognata il giorno prima della morte dicendole “vattene, lasciami in pace“.

“Ho scritto quando non conoscevo la vita. Ora che so il senso della vita, non ho più niente da scrivere. La vita non può essere scritta: la vita può essere soltanto vissuta”

(Oscar Wilde)

Malato di nevrastenia o di avvelenamento da cozze, come sosteneva lo stesso Wilde, soffriva di un forte prurito e si doveva continuamente grattare le varie chiazze sul corpo. Il medico, che secondo Ross tardò nella corretta diagnosi, lo visitò 68 volte. Rimase confinato a letto dal settembre del 1900 e venne operato per una paracentesi del timpano. Soffriva anche di sifilide terziaria, una malattia che si era manifestata molti anni prima. Morfina, oppio e cloralio gli venivano somministrati per alleviare il dolore, ma beveva champagne ogni giorno.

Secondo alcuni studi, la vera causa della malattia di Wilde non fu la sifilide, ma una semplice otite, degenerata in un’infezione più seria a causa di cure inappropriate. Wilde, che non riusciva più a parlare, alzando due volte la mano in risposta fece capire a Ross che voleva vedere un prete per convertirsi.

Non essendo Oscar in grado di parlare, il suo grande amico Ross gli chiese se voleva vedere il sacerdote dicendogli di sollevare la mano per rispondere affermativamente. Wilde la sollevò. Il sacerdote gli domandò, con la stessa modalità, se voleva convertirsi, e Wilde sollevò nuovamente la mano. Quindi padre Dunne gli somministrò il battesimo, lo assolse dai suoi peccati e gli diede l’estrema unzione. Così tenne fede a una sua solita allocuzione in cui affermava: “Il cattolicesimo è la sola religione in cui valga la pena di morire“. Il giorno dopo, il 30 Novembre, all’età di 46 anni, Oscar Wilde morì.

Le sue spoglie riposano al cimitero di Père Lachaise, sotto un imponente monumento costruitogli da Jacob Epstein, raffigurante una sfinge, e con l’epitaffio dalla Ballata del carcere di Reading.

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“Lacrime sconosciute riempiranno
l’urna della Pietà per lui. Avrà
i lamenti degli uomini esiliati,
per gli esiliati esiste solo il pianto”

 

OSCAR WILDE

 

Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più.

Sogna come se dovessi vivere per sempre; vivi come se dovessi morire oggi.

Sii te stesso, tutto il resto è già stato preso.

La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha.

La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri.

Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio.

4 thoughts on “Tributo a Oscar Wilde

    1. Anch’io Amo Oscar Wilde. Oggi mentre pubblicavo l’articolo sentivo dentro di me l’angoscia pensando alla sua morte. Lo voluto pubblicare proprio alle ore 14. Ora della sua morte nel suo letto.

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