Smettete di Essere delle Vittime

 

Avete spesso la sensazione di meritare di più e che non ci sia giustizia nella vita? Avete l’impressione che gli altri vi trattino male e non riconoscano i vostri meriti?

Potreste soffrire di vittimismo, cioè l’atteggiamento mentale per cui sembra che tutto vi piova addosso e che niente possa cambiare in meglio. È possibile che la vita non vi abbia favorito, ma non significa che voi siate una vittima. Cambiando il modo di pensare e di agire potete dare un taglio al vittimismo e riuscire ad affrontare la realtà con più felicità e sicurezza.

Negando la rabbia che è in voi e proiettandola sugli altri assumete il ruolo della vittima senza che ve ne rendiate conto. Comportandovi così, senza ragionevoli motivi, tendete a reagire a una pretesa aggressività di altri di cui non c’è segno. Invece di negare le vostre emozioni, manifestatele. Fatelo senza etichettarle come buone o cattive, giuste o sbagliate.

Evitate di tentare di giustificare la vostra rabbia. Rischiate di sprofondare nel vittimismo sempre di più se lo fate. Va bene se vi sentite arrabbiati, ma è più salutare se manifestate il vostro stato piuttosto che cercare giustificazioni o farvi guidare dalla rabbia.

Se vivete nella vostra rabbia e tentate di giustificarla distorcete spesso la realtà cercando di adattarla ai vostri pensieri, ad esempio, fraintendere le espressioni di altri pur di sostenere convinzioni che contrastano con i fatti reali.

La pretesa di avere diritti vi fa sentire presi in giro se non vengono riconosciuti. Questo percorso porta con sé rabbia e impotenza, cioè vi fa sentire vittime. Per avere un’idea di questo meccanismo, immaginate che i genitori del vostro migliore amico paghino le spese scolastiche, mentre voi non avete questa opportunità e dovete chiedere un prestito.

Mentre lottate con fatica per restituirlo, il vostro amico può spendere in cose come viaggi, vestiti, una nuova auto e vivere anche in un appartamento più bello del vostro. Piuttosto che sentirvi ingannati, arrabbiati e risentiti verso di lui, verso i vostri genitori e forse anche verso il resto del mondo, potete scegliere di prendere atto della vostra rabbia e andare avanti. È bello che lui non abbia debiti e certo non è una grande cosa che ne abbiate voi.

Ma non è né giusto né sbagliato. E non si può parlare di correttezza o di scorrettezza. Sono cose che accadono. Sarete più felici e avrete più successo nella vita se accettate la situazione e il vostro stato d’animo e andate avanti.

Pensieri come questi sono chiamati da alcuni esperti come “l’inquisizione interiore” del vittimistaSi tratta di una forma auto critica interiore con pensieri autodistruttivi volti ad abbassare la vostra autostima.

Questi pensieri provengono da dentro di voi, dove abbonda la vostra rabbia e la tristezza; il loro scopo è tenervi in un continuo stato d’infelicità. Tutti avete una voce ipercritica nella coscienza con cui lottate parlando in modo positivo di voi con voi, ma se soffrite di vittimismo, l’obiettivo è assecondarla invece che contrastarla.

Non siete spettatori impotenti nella vostra vita. Se potete modificare una situazione che vi rende infelici o peggio, fatelo; se non è possibile, adattatevi, cambiate approccio, comportatevi diversamente. La vostra può essere una situazione davvero ingiusta o orribile, ma non la cambiate se ci vivete dentro. Contrastate l’atteggiamento passivo e il rimuginare tipico di chi si sente vittima con azioni costruttive.

Vi consiglio di tenere un diario giornaliero. Non è solo un aiuto per annotare l’umore e i sentimenti, è anche uno strumento per farvene una ragione. È bene sottolineare ancora una volta che non dovete tentare di giustificarli. Usate il diario per monitorarli e adattarvi, per imparare a conviverci senza esserne sopraffatti. Se vi trovate in una situazione da cui vorreste venire fuori, potreste usare le annotazioni per valutare le possibilità di riuscirci.

Più tempo passate facendo cose che vi piacciono, meno rimuginerete su cose negative che vi rendono inclini al vittimismo. Impegnatevi a vivere la vostra vita in modo attivo, piuttosto che in modo passivo guardandola scorrere e sentendovi impotenti.

Ci vuole tempo per adottare le abitudini necessarie per controllare la vostra vita e imparare a smettere di sentirvi una vittima. Non peggiorate le cose arrabbiandovi quando vi capita di ricadere nel vittimismo. Prendete un respiro profondo, perdonate voi stessi e ricominciate.

Cominciate ad avere fiducia in voi stessi. Amici Credete in Voi Stessi!!

Se vi sentite arrabbiati, stressati, ansiosi o altrimenti turbati, prendetevi un momento per calmarvi ricorrendo alla respirazione. Inspirate profondamente attraverso il naso cercando di gonfiare lo stomaco piuttosto che il petto.

Ecco un suggerimento pratico:

Cercate un posto tranquillo. Deve essere privo di distrazioni, dove nessuno possa interrompervi. Potete scegliere una stanza appartata della casa. Decidete in base alle vostre sensazioni per essere certi di riuscire a rilassarvi e dimenticare, almeno temporaneamente, le preoccupazioni della vostra giornata. Se avete avuto una giornata pesante, potreste ritrovarvi a riflettere su quello che è accaduto o su ciò che potrebbe succedere in futuro. Potreste sentirvi turbati da diverse emozioni; in tal caso, non abbiate paura: è una cosa normale. Notate come la mente passa da un pensiero all’altro e lasciatela libera di vagare per qualche istante mentre cercate di calmarvi. Inspirate dal naso, accorgetevi di come l’aria riempie gradualmente i vostri polmoni, quindi lasciatela fuoriuscire lentamente attraverso la bocca. Cercate di respirare ogni volta più a lungo e più profondamente. Fare dei respiri profondi vi aiuta ad abbandonare le vostre tensioni e a rilassare sia il vostro corpo che la mente. Durante la meditazione, ricordate a voi stessi che avete il potere di decidere su quali pensieri ed emozioni soffermarvi. Quando sopraggiunge una sensazione o una considerazione a cui non volete dedicare attenzione, scegliete semplicemente di non approfondirla e lasciatela andare.

 

Rispondi