Premio Nobel Aung San Suu Kyi Libera!

 

Aung San Suu Kyi,  è una politica birmana, attiva da molti anni nella difesa dei diritti umani sulla scena nazionale del suo Paese, oppresso da una rigida dittatura militare, imponendosi come capo del movimento non-violento, tanto da meritare i premi Rafto e Sakharov.

Nel 2007 l’ex Premier inglese Gordon Brown ne ha tratteggiato il ritratto nel suo volume Eight Portraits come modello di coraggio civico per la libertà.

Suo padre, uno dei principali esponenti politici birmani, dopo aver negoziato l’indipendenza della nazione dal Regno Unito nel 1947, fu infatti ucciso da alcuni avversari politici nello stesso anno, lasciando la bambina di appena due anni, oltre che la moglie e altri due figli, uno dei quali sarebbe morto in un incidente.

Dopo la morte del marito, Khin Kyi, la madre di Aung San Suu Kyi, divenne una delle figure politiche di maggior rilievo in Birmania, tanto da diventare ambasciatrice in India nel 1960. Aung San Suu Kyi fu sempre presente al fianco della madre, la seguì ovunque ed ebbe la possibilità di frequentare le migliori scuole indiane e successivamente inglesi, tanto che nel 1967, presso Oxford, conseguì la prestigiosa laurea in Filosofia, Scienze Politiche ed Economia.

Ritornò in Birmania nel 1988 per accudire la madre gravemente malata, e proprio in quegli anni il generale Saw Maung prese il potere e instaurò il regime militare. Fortemente influenzata dagli insegnamenti del Mahatma Gandhi e dai concetti buddisti, Aung San Suu Kyi entrò in politica fondando la Lega Nazionale per la Democrazia, il 27 Settembre 1988. Neanche un anno dopo le furono applicati gli arresti domiciliari, con la concessione che se avesse voluto abbandonare il paese, lo avrebbe potuto fare; Aung San Suu Kyi rifiutò la proposta del regime.

Nel 1990 il regime militare decise di convocare elezioni generali. Queste risultarono in una schiacciante vittoria della Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi, che sarebbe quindi diventata Primo Ministro; tuttavia i militari rigettarono il voto e presero il potere con la forza, annullando il voto popolare. Nel 1991 vinse il Premio Nobel per la Pace e usò i soldi del premio per costituire un sistema sanitario e di istruzione a favore del popolo birmano.

Immagine correlataIl “caso” Aung San Suu Kyi incominciò a essere un argomento internazionale, tanto che gli Stati Uniti d’America e l’Unione europea fecero grosse pressioni sul governo del Myanmar per la sua liberazione, ma gli arresti domiciliari furono rinnovati per un anno nel 2005 e ulteriormente nel 2006 e nel 2007.

L’importanza e lo spessore morale delle sue azioni in favore dei diritti umani raggiunsero vasti consensi nell’opinione pubblica globale e nei più prestigiosi ambienti culturali. Nel 2000 le fu attribuita una laurea honoris causa in filosofia dall’Università di Bologna che ha potuto ricevere ufficialmente solo il 30 Ottobre 2013.

IRisultati immagini per aung san suu kyi congressol 9 Novembre 2007, lasciò l’abitazione dove era confinata agli arresti domiciliari. Per il suo impegno per i diritti umani, il 6 Maggio 2008 il Congresso degli Stati Uniti le ha conferito la sua massima onorificenza: la Medaglia d’oro del Congresso.

Il 13 NOVEMBRE 2010 Aung San Suu Kyi fu liberata!

Il 16 Giugno 2012 ha ritirato il premio Nobel per la Pace. Successivamente ha iniziato a visitare vari stati, dato che le era stato finalmente concesso il permesso dal Governo birmano. Si è recata in Inghilterra dal figlio e, in seguito, anche in Francia.

Dal 30 Marzo 2016, con l’insediamento del governo formato da Htin Kyaw, diventa Ministro degli Affari esteri, della Pubblica Istruzione, dell’Energia elettrica e dell’Energia e Ministro dell’Ufficio del Presidente.

Dal 6 Aprile 2016, lascia i dicasteri della Pubblica Istruzione, dell’Energia elettrica e dell’Energia, per diventare Consigliere di Stato ed agire come una sorta di presidente de facto del Paese. Attualmente è Consigliere di Stato della Birmania, Ministro degli Affari Esteri e Ministro dell’Ufficio del Presidente.

Una delle Donne più influenti del nostro mondo!!

Aung San Suu Kyi

 

Non è il potere che corrompe, ma la paura. Il timore di perdere il potere corrompe chi lo detiene e la paura del castigo del potere corrompe chi ne è soggetto.

Una forma molto insidiosa di paura è quella che si maschera come buon senso o addirittura saggezza, condannando come sciocchi, inconsulti, insignificanti o velleitari i piccoli atti di coraggio quotidiani che contribuiscono a salvaguardare la stima per se stessi e la dignità umana.

Sarebbe difficile sconfiggere l’ignoranza senza la libertà scevra di paura di perseguire la verità. Dal momento che il rapporto fra paura e corruzione è tanto stretto, non può meravigliare che in ogni società in cui matura la paura, la corruzione si radichi profondamente in tutte le sue forme.

Non è facile per un popolo condizionato dai timori, soggetto alla regola ferrea che la ragione è del più forte, liberarsi dai debilitanti miasmi della paura. Eppure, anche sotto la minaccia della macchina statale più schiacciante, il coraggio continua a risorgere, poiché la paura non è lo stato naturale dell’uomo civile.

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