Tributo a Alda Merini

TRIBUTO PER LA COMMEMORAZIONE DELLA SUA MORTE

Il 1° Novembre 2009 viene a mancare Alda Giuseppina Angela Merini,  famosa poetessa, aforista e scrittrice italiana.

Nasce il 21 marzo 1931 a Milano, in una famiglia di condizioni economiche modeste. Il padre, Nemo Merini, era dipendente presso le assicurazioni la “Vecchia Mutua Grandine ed Eguaglianza il Duomo” , la madre, Emilia Painelli, casalinga.

Della sua infanzia si conosce quel poco che lei stessa scrisse in brevi note autobiografiche in occasione della seconda edizione dell’Antologia dello Spagnoletti: “Ragazza sensibile e dal carattere malinconico, piuttosto isolata e poco compresa dai suoi genitori ma molto brava ai corsi elementari: … perché lo studio fu sempre una mia parte vitale“.

Esordisce come autrice giovanissima, a 15 anni. Attraverso una sua insegnante delle medie fu presentata ad Angelo Romanò che, apprezzandone le doti letterarie, la mise in contatto con Giacinto Spagnoletti, il quale divenne la sua guida, valorizzandone il talento. Da quel momento in avanti scriverà numerose opere.

Nel 1947, la Merini incontra “le prime ombre della sua mente e viene internata per un mese nella clinica Villa Turro a Milano, dove le viene diagnosticato un disturbo bipolare. Ma questo non la fermò a scrivere. Ma nel 1972 si prenderà una pausa causa salute e malattia, probabilmente dovuti al disturbo.

Nel 1979 la Merini ritorna a scrivere, dando il via ai suoi testi più intensi sulla drammatica e sconvolgente esperienza dell’ospedale psichiatrico, testi contenuti in quello che può essere inteso.

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“Non avrei potuto scrivere in quel momento nulla che riguardasse i fiori perché io stessa ero diventata un fiore, io stessa avevo un gambo e una linfa”

Nel Luglio del 1986, fa ricorso al reparto neuro dell’Ospedale di Taranto,i cui medici ben la conoscono perché il marito l’aveva fatta visitare in precedenza ottenendone un quadro ben soddisfacente. Avendo fatto ritorno a Milano in preda ad una forte crisi per la malattia terminale del marito, inizia una terapia con la dottoressa Marcella Rizzo, alla quale dedica più di una poesia.

Nonostante i problemi di salute, Alda Merini scriverà e parteciperà a spettacoli teatrali fino al 2006, all’età di 75 anni.

Il 1º Novembre 2009 si spense, all’età di 78 anni, a causa di un tumore osseo. Dopo l’allestimento della camera ardente, aperta il 2 e il 3 del mese, i funerali di stato sono stati celebrati nel pomeriggio del 4 Novembre nel Duomo di Milano.

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Nel marzo 2010 il Comune di Milano appone una targa sul muro dell’abitazione della poetessa sui Navigli

 

In più occasioni è stata avanzata la sua candidatura al premio Nobel per la letteratura.

Noi vogliamo ricordare qualche sua citazione magnifica:

 

Mi sveglio sempre in forma e mi deformo attraverso gli altri.

La pazzia mi visita almeno due volte al giorno.

Quelle come me guardano avanti, anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.

Non mettetemi accanto a chi si lamenta
senza mai alzare lo sguardo,
a chi non sa dire grazie,
a chi non sa accorgersi più di un tramonto.
Chiudo gli occhi, mi scosto di un passo.
Sono altro.
Sono altrove.

Dio mio, spiegami amore come si fa ad amare la carne senza baciarne l’anima.

Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle, sentire gli odori delle cose, catturarne l’anima. Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo. Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore

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