Tributo a Jim Morrison

 

James Douglas Morrison, detto Jim, è stato un cantautore e poeta statunitense. Fu il leader carismatico e front man della band statunitense The Doors, dal 1965 al 1971.

Cavalcando la rivoluzione culturale degli anni Sessanta, fu tra i più grandi cantanti di rock psichedelico. Fu definito un impetuoso “profeta della libertà” e poeta maledetto, ricordato come una delle figure di maggior potere seduttivo nella storia della musica e uno dei massimi simboli dell’inquietudine giovanile.

Jim Morrison nacque l’8 dicembre 1943, a Melbourne (Florida), da George Stephen Morrison, ammiraglio in servizio presso la Marina degli Stati Uniti e da  Clara Virginia Clarke Morrison.

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A causa della professione del padre, la famiglia dovette trasferirsi diverse e frequenti volte, e per questo motivo Jim visse i primi anni della sua vita costretto a cambiare spesso casa, scuola e amicizie.

Nell’autunno del 1958 cominciò il decimo anno scolastico, ma preferiva marinare la scuola e frequentare i locali Beatnik di San Francisco, fra cui la celebre libreria del poeta Lawrence Ferlinghetti.  Le letture di Jim divennero sfrenate, portandolo ad accumulare centinaia di libri. Venne iscritto al liceo George Washington, dove stupì gli insegnanti con l’ampiezza delle sue letture e la notevole erudizione, ottenendo dopo il primo trimestre una menzione d’onore, forte di un quoziente d’intelligenza fuori dal comune: ben 149.

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Jim era un ragazzino sveglio e intelligente, tuttavia, a partire dall’estate del 1960, il suo umore si fece più cupo e trasgressivo, e il look più trasandato. Addirittura nel Maggio del 1961 non si presentò alla cerimonia della consegna dei diplomi, mandando il padre su tutte le furie.

C’è un aneddoto che Jim raccontò, che segnò qualcosa nella sua testa: 

La prima volta che ho scoperto la morte… eravamo io, mia madre e mio padre, e forse anche mia sorella e i miei nonni, e stavamo attraversando il deserto in auto all’alba, e un autocarro pieno di lavoratori indiani era andato a sbattere contro un’altra macchina o non so cosa, ma c’erano indiani sparpagliati per la strada, sanguinanti e moribondi… ecco, questo fu il mio primo impatto con la morte, dovevo avere quattro o cinque anni. Abbiamo accostato e ci siamo fermati… io ero solo un bambino, e un bambino è come un fiore con la testa scossa dal vento… penso davvero che in quel momento l’anima di uno di quegli indiani, o forse gli spiriti di molti di loro stessero correndo in giro come impazziti e siano balzati nella mia testa e io ero come una spugna pronta ad assorbirli. Questa non è una storia di fantasmi. È qualcosa che ha un significato profondo per me.”

Jim all’età di 20 anni fu arrestato per ubriachezza e disturbo della quiete pubblica.

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Nel luglio del 1965, sulla spiaggia di Venice Beach,  Ray Manzarek, giovane tastierista, propose a Morrison di formare una band, dopo aver sentito cantare alcune delle sue liriche. Ad agosto, inserirono nel gruppo di musicisti anche John Densmore, batterista, e il bassista Patty Sullivan.

Ecco la nascita dei Doors     doors_electra_publicity_photo-20161230164254

In seguito ci saranno delle modifiche nella band.

 

Sono considerati uno dei gruppi più influenti e controversi nella storia della musica. I Doors hanno venduto più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo. Nel 1993 i Doors furono inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame.

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Nell’esibizione del 9 Aprile 1967 a Los Angeles, Jim si esibì per la prima volta nel suo “numero della fune”, ovvero la camminata lungo il bordo del palco in stile equilibrista; purtroppo, gli andò male e precipitò in mezzo al pubblico dopo un volo di tre metri, ma continuerà a esibirsi in questa pericolosa performance anche in seguito. Il 9 Giugno, durante un concerto a San Francisco, Morrison fece roteare pericolosamente il microfono, finendo per centrare il promoter Bill Graham in piena fronte. Il 16 Giugno, in una esibizione a New York, Jim Morrison, ubriaco fradicio, cominciò a spogliarsi ma venne bloccato in tempo. Il giorno successivo il concerto fu interrotto perché il cantante s’infilò il microfono in bocca, producendo suoni bizzarri.

Ecco in un intervista cosa un fotografo li in mezzo raccontò:

“In scena Jim subiva una completa metamorfosi: la sua voce dolce e garbata diveniva roca, aspra, profonda e potente; la sua posa dinoccolata si faceva arrogante, baldanzosa; il suo quieto volto si trasformava in migliaia di maschere di tensione e di emozione; e i suoi occhi, di solito così penetranti e attenti, diventavano vacui e lontani, fino a tramutarsi in due finestre illuminate davanti al pubblico. Con questo sguardo chiaroveggente Jim sembrava scrutare sia nel futuro sia nel passato. Emetteva strani suoni animaleschi, urlava, strepitava come se soffrisse. I suoi abiti di cuoio o di pelle di serpente crepitavano e gemevano quando si muoveva. Le sue movenze e i suoi gesti si facevano spasmodici, frenetici, come se si fosse trattato di una persona in preda a una crisi epilettica. Danzava, non in modo fluido e aggraziato, ma con brevi passi saltellanti e moto a stantuffo, sporto in avanti, la testa che scattava su e giù.

Si muoveva come un indiano d’America in una danza rituale. Sul palco Jim diventava lo Sciamano. Nel corso dell’esibizione, come un festante dionisiaco, cantava dei miti moderni, e come uno sciamano evocava un panico sensuale per rendere significative le parole di questi miti. Agiva come se un concerto fosse un rito, una cerimonia, una seduta spiritica, e lui era lo strumento per la comunicazione con il sovrannaturale. Tentava di strappare gli spettatori dai loro posti a sedere, dai loro ruoli, dalle loro menti, così che potessero vedere l’altro lato della realtà, anche solo per una breve occhiata. Il suo messaggio era: apriti un varco comunque ti sia possibile, ma fallo adesso. Spesso il messaggio era sfocato e così si perdeva tra la musica, i miti, la magia e la follia”

 

Però il Successo della Band e del personaggio Morrison continuarono fino agli ’70.  All’inizio del 1970, i Doors riuscirono a fissare quattro concerti di grande successo al di New York, nel Madison Square Garden. Tuttavia, in primavera, Jim peggiorò il suo stato sia fisico che mentale: l’uso di droghe allucinogene, miste soprattutto a superalcolici, era aumentato, e il cantante era anche ingrassato. Nei due concerti di Aprile, quello all’Arena di Boston e al Cobo Arena di Detroit diede anche in escandescenze, litigando furiosamente con gli organizzatori.

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Nel 1971 Jim si convinse di abbandonare il gruppo e dedicarsi alla poesia a Parigi. Tuttavia, la sua depressione, mista all’abuso di droghe e super alcolici, peggiorò ulteriormente il suo stato fisico e mentale.

Il 3 Luglio 1971 Jim Morrison morì. Venne trovato privo di vita nella vasca da bagno dalla stessa fidanzata Pamela, ma sul corpo non fu eseguita nessuna autopsia, né fu data la notizia al mondo almeno fino alla data del 9 Luglio. La sepoltura infatti, avvenuta in cimitero di Parigi la mattina del 7 Luglio 1971, fu molto frettolosa. Vi parteciparono solo  la fidanzata Pamela Courson, il manager Bill Siddons, 2 amici e la sua segretaria. Pare non fosse presente nessun prete, e non venne celebrato alcun rito religioso. Pamela recitò i versi finali del poema “Celebrazione della Lucertola“. Il funerale durò circa otto minuti, e nessuno rimase ad assistere all’inumazione.

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Intervista al Padre e alla Sorella

 

 

Ecco a voi le sue più belle citazioni:

 

 

“Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a dipingere il rumore di un petalo di rosa cadere su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito.” 

 

 

“Bimbo mi chiedi cos’è l’amore? Cresci e lo saprai. Bimbo mi chiedi cos’è la felicità? Rimani bimbo e lo vedrai…” 

 

 

“Sono nato piangendo mentre tutti ridevano e morirò ridendo quando tutti piangeranno.” 

 

 

“I sogni sono come le stelle, basta alzare gli occhi e sono sempre là.”

 

 

“Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio.” 

 

 

“A volte il vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato.”

 

 

“Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza per riprovarci.” 

 

 

“Non c’è notte tanto lunga da non permettere al Sole di risorgere il giorno dopo.” 

 

 

C’è ne sarebbero ancora di più, delle sue bellissime citazioni. La mente di Jim era talmente aperta, che non è riuscito a non far entrare la negatività. Perché nonostante la sua illuminata mente, certi frammenti negativi sono rimasti conficcati nella sua testa.

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